COME CREARE DISCIPLINA – LA VERITA’ CHE NON VUOI SENTIRE
Quanto vorrei che la soluzione che sto per proporti fosse più facile… non hai idea. Ti perderò a metà articolo perché ti dirò la verità. Non ti piacerà e cercherai un’altra teoria, un’altra spiegazione che ti dica quello che vorresti sentire, una via più facile, come hai già fatto 1000 volte essendo ancora lì a chiederti: “perché non faccio azione, anche se so cosa fare?” Perché non mi alleno, anche se so quali sono gli esercizi? Perché non faccio telefonate, perché non posto anche se saprei cosa scrivere?
Da questa domanda nasce anche un senso di colpa che ti fa sentire ancora più impotente, come se quel agire confermasse che sei difettoso, che non sei abbastanza, che ti manca qualcosa e non sai cosa? Se solo capissi cosa mi manca, se solo capissi cosa devo fare, se solo trovassi la teoria giusta, il metodo giusto, se solo trovassi una fortissima motivazione…
Una fortissima motivazione? Questa è l’illusione più grande della maggior parte dei networker perché sono stati indottrinati che se hanno un forte perché, sarà facile trovare il come, ma 99% non ce l’hanno questo forte perché o sembra che il loro perché non è abbastanza forte. E’ allora? Allora cosa si fa?
TROVA IL TUO PERCHE NON FUNZIONA
C’è della verità in questa frase e avere un forte perché funziona, ma quel forte perché la maggior parte delle persone non ce l’ha e sembra che non riescano mai a trovarlo. Non tutti si trovano in situazioni tragiche come me quando mangiavo alla Caritas, quando mi sentivo umiliato a scuola perché andavo vestito quasi sempre uguale e le ragazze non mi volevano. Quel dolore così forte che ti spinga ad agire la maggior parte della gente non ce l’ha. E la maggior parte fanno il tuo team. E meno male che non ce l’ha. Meno male che vivono in famiglie dove ci sono degli equilibri e della sicurezza.
Io ho vissuto questo genere di motivazione, ma la odio perché senti sempre che devi star male per agire. La motivazione è data dal dolore. Appena stai un po’ meglio ti vuoi rilassare, vuoi goderti un po’ la vita perché quello stress in cui vivevi prima di risolvere quella situazione era veramente molto grande. Quell’insicurezza e quella paura che ti faceva agire come se la tua vita fosse in pericolo non è il massimo dell’emozione da provare di continuo per continuare a spingere.
Questa teoria di trovare il proprio perché sarebbe valida se funzionasse di più, ma per il 99% della gente non funziona. Anche se scrivono i loro obiettivi, anche se si immaginano miliardi e famiglie felici, macchine e aerei, non agiscono. A questo punto o pensano che il loro perché non è abbastanza forte e allora aspettano un perché più forte rimandando una vita intera l’azione quando la vita passa e domani non puoi fare anche il lavoro che potevi fare oggi oppure sentono che c’è qualcosa che non va in loro. E più passa il tempo senza fare azione, più quel sentimento cresce.
LA MOTIVAZIONE NON FUNZIONA
Il problema più grande della motivazione è che non arriva mai prima o quasi mai prima di agire mentre l’aspettativa di tutti è quella di sentirsi motivati prima. Vogliamo quel drive, quella forza interiore che abbiamo avuto in alcune circostanze della vita quando non abbiamo più ascoltato i dubbi e la nostra mente che ci diceva che non sei abbastanza. Vogliamo quella specie di forza che abbiamo provato in alcune situazioni dove abbiamo agito senza conflitto interno, quando ci siamo semplicemente abbandonati nell’azione senza ascoltare i se e i ma.
Ce lo ricordiamo perché abbiamo vissuto mesi magari rimandando di studiare per quell’esame, ma quando l’esame era imminente e non c’era più tempo, non c’erano più scuse. Ci ricordiamo quando dovevamo pagare qualcosa che se non avessimo pagato avrebbe avuto delle gravi conseguenze e nella nostra mente sono scomparsi i dubbi e abbiamo agito e quell’azione ha portato un risultato. Ci ricordiamo quando ci hanno detto che possiamo perdere la vita o la salute se continuiamo con un certo comportamento o che saremmo abbandonati da qualcuno e in qualche modo c’è stata una ragione che ci ha tolto tutto quel conflitto che non ci lasciava decidere.
Tutti aspettiamo in qualche modo che arrivi quella forza da una motivazione di questo tipo perché vediamo intorno a noi che per chi ha questo genere di motivazione funziona. Sentiamo le storie sul palco e sembra che quasi tutte abbiano questa cosa in comune, ma sul palco vanno solo quel meno di 10% che raggiunge qualche risultato. E allora aspettiamo quello. Aspettiamo esatto.
ASPETTARE E RIMANDARE E’ LA COSA PEGGIORE CHE SI POSSA FARE
Perché? Perché più passa il tempo senza agire più incrementano tutte le tue paure e si sedimentano tutte le tue credenze. Più passa il tempo vivendo una certa situazione più iniziamo a credere che la vita è così, più normalizziamo quel sentimento, più ci abituiamo e più accettiamo e più difficile sarà cambiare.
Il tempo rinforza la programmazione. Più vai avanti in un certo modo e più forte sarai ad andare in quella direzione. Più veloce sarai nel fare la stessa scelta che hai fatto fino a quel momento. Sarà automatismo. Prima ancora di diventare consapevole di cosa fare lo avrai già fatto. Avrai già scelto di rimandare perché il tuo corpo sentirà delle cose, del pericolo, del non essere abbastanza, del è troppo tardi, che hai sentito troppe volte. Non sarai più presente. Non sarai lì a scegliere. Non avrai la forza di scegliere. Sceglierà quello che senti e tu non cambierai più.
Per questo ci vorrà una motivazione straordinaria, il rischio di morire, di essere abbandonato dalla donna, di ritrovarsi in mezzo alla strada, di perdere il lavoro e così via affinché tu possa trovare la forza di fermarti e scegliere diversamente. Per il 99% della gente questa è l’unica soluzione. Non hanno la forza di cambiare. Il programma è più forte di loro. E’ passato troppo tempo. Non importa cosa dicono. Non importa cosa pensano. Non importa cosa si promettono. Non importa cosa scrivono sui fogli perché ci sarà un altra forza dentro di loro più grande di quei brevi momenti di chiarezza.
TU NON SEI CIO’ CHE PENSI
Un’altra credenza che ci è stata indottrinata dalla formazione nel network marketing è stata che noi diventiamo ciò che pensiamo, che i pensieri diventano cose, che tu diventi ciò che pensi di essere. E’ c’è una parte di verità anche in questo, ma la verità più grande è che non diventi ciò che pensi ma ciò che fai. Sei la media delle 5 azioni che fai ogni giorno, non dei tuoi pensieri o delle persone che frequenti.
La tua identità cioè cosa pensi che sei non si crea pensando, ma facendo. Posso dirmi un anno intero che sono commercialista, se io ogni giorno mi alzo dal letto e vado a fare il muratore, nella mia testa sono muratore. Posso dirmi tutto il giorno che sono un atleta, se tutto il giorno sto sul divano e le scale del palazzo non le ho mai viste, non crederò mai di essere un atleta.
Non importa ciò che pensi, importa ciò che fai, perché ciò che fai determinerà ciò che pensi. Da quasi un anno mi alleno 5 volte alla settimana dopo 36 anni in cui non ho mai fatto sport se non per 1-2 giorni ogni 3-4 mesi (3-4 volte all’anno). Erano solo dei tentativi di iniziare a fare sport, che venivano abbandonati in partenza in quanto non c’era niente che odiavo di più al mondo che fare sport. Ogni volta che lo facevo sentivo che morivo e non riuscivo come era possibile che altre persone riuscivano a comandare il loro corpo a fare fatica.
Un giorno però qualcosa è cambiato e ho preso una decisione e sono riuscito ad allenarmi con costanza per un paio di mesi, per arrivare a quasi un anno di andare contro la mia abitudine di non fare. Non posso dirvi che mi piace, perché non mi piace, ma non salto gli allenamenti. Il mio corpo sa di poterli fare, sa cosa lo aspetta, sa che non mollerò e si sottomette. C’è ancora negoziazione dentro di me, perché non mi piace, ma lo lo faccio.
Se qualcuno mi dicesse che non sono uno sportivo, questi 10 mesi di allenamento 5 giorni a settimana confermerebbero a me stesso che si sbaglia. Se io stesso dicessi che non sono uno sportivo qualcosa dentro di me direbbe che mi sbaglio.
LA TUA IDENTITA’ SI CREA CON LE AZIONI RIPETUTE
So che è brutto da sentire, so che vorresti un miracolo, vorresti un click, una motivazione straordinaria, un libro con un metodo, un amico che ti accompagni, un leader che ti guidi, un team dove tu ti senta a casa, ma l’unica cosa che devi volere è la disciplina di agire tutti i giorni anche se non senti la motivazione, fidandoti che la motivazione arriverà dopo come bonus smettendo di credere all’illusione che arriverà prima. Non arriverà prima. Non è mai arrivata prima e non rimane. Va via.
Non importa il risultato e non importa se avrai il risultato desiderato perché se ti attacchi ad un risultato avrai un dialogo interno, oltre al fatto che il risultato non si può garantire, non si può garantire nei tempi che vuoi tu ecc. Più lo farai per un risultato, più avrai bisogno di motivazione. Quando io mi sono messo a fare sport, non l’ho fatto perché volevo dimagrire, ne perché mi sentivo non attraente, né perché avevo qualche malattia. Non c’era nessun risultato che volevo ottenere. Volevo solo sviluppare la disciplina perché non l’ho mai avuta e vi giuro che non c’è risultato in questa vita di cui sono più orgoglioso. E non dei risultati che sono più in forma a 37 anni di quanto ero a 30 o 33, ma del fatto che ho veramente fatto un cambiamento e non scappo più.
Non solo. So che se per 36 anni non sono mai riuscito a farlo e ora ci riesco e lo faccio senza essere motivato da qualcuno, senza voler dimostrare qualcosa a qualcuno, ma solo come amor proprio perché una persona che si ama si prende cura di se stessa, SO CHE POSSO RAGGIUNGERE QUALUNQUE COSA. Questa è la mia ancora che posso fare qualunque cambiamento. Non importa cosa dicono gli altri. Io so qual è la verità. 36 anni non sono mai riuscito a resistere per più di un paio di giorni e ora lo faccio 5 volte alla settimana full body con elastici trx ovunque sono, ovviamente creando anche abitudini di magiare meglio così non mi alleno per niente.
NON SI TRATTA DI MOTIVAZIONE SI TRATTA DI AMORE DI SE STESSI
Come è possibile che non riusciamo a fare le cose che sono buone per noi? Come è possibile che non facciamo le cose che ci tengano in salute, che ci facciano guadagnare denaro per fare le cose che ci piacciono e finiamo sempre a fare solo sacrifici e rimandi della vita, non vivendo mai un cazzo?
Secondo il mio punto di vista, una delle cause più grandi di questo rimandare è un sentimento di non essere abbastanza che abbiamo un po’ tutti quanti e che non è una cosa che riguarda il presente, ma qualcosa che riguarda il nostro passato perché in qualche modo non siamo stati riconosciuti dai nostri genitori, visti e amati per quello che eravamo, nascendo dentro di noi qualcosa che abbiamo iniziato a pensare che sia vero alimentatolo ogni volta che un occasione poteva confermarlo e trasformandolo in una lente con la quale abbiamo iniziato a vedere il mondo.
Molto spesso mi sono ritrovato in situazioni in cui sapevo di essere bravo, sapevo di aver talento, sapevo di avere esperienza per poter gestire quella situazione e avere successo perché l’ho avuto così tante volte, ma un sentimento vecchio dentro di me mi faceva SENTIRE che non ero abbastanza.
E’ un sentimento che mi ha accompagnato anche nei momenti di maggior successo, di successo ripetuto come paura che forse è solo fortuna. Gli amici più stretti mi hanno detto, “Ma come è possibile che tu dopo tutte le cose che hai fatto hai questo genere di dubbi? Capisco uno come me che non ha mai raggiunto niente, ma te? Come fai a non vederti?”
Non so perché ma penso che la maggior parte della gente non agisce perché non si sente abbastanza. Io stesso ho rimandato sempre per questa ragione laddove avrei potuto avere successo molto prima. E’ un emozione antica e inconsapevole che uno bisogna imparare a riconoscere, accettare, ringraziare, amare e poi scegliere diversamente giorno dopo giorno perché si sviluppi una nuova abitudine. Azioni ripetute, non pensieri ripetuti. AZIONI RIPETUTE PER CREARE UNA NUOVA IDENTITA’.
COME FARLO? LA GUIDA DEFINITIVA
Quello che so è che solo l’azione cambia la mia identità. Non cerco nuove teorie, nuovi metodi, nuovi miracoli. So che in qualche modo ho paura perché mi sono abituato ad avere paura e che l’unico modo per interrompere questo ciclo è fare.
Fare incrementa il coraggio mentre rimandare incrementa la paura. Fare anche poco. Fare anche una telefonata che non basterà mai per cambiare vita, ma fare una al giorno per abituare il corpo a sentirsi diversamente. Fare senza l’aspettativa che devo raggiungere qualcosa oltre a quella disciplina, perché l’aspettativa mi farà fare un dialogo interno che mi bloccherà. Fanculo il risultato. Vado a portare le pizze. Faccio il muratore. Faccio quello che è necessario per sopravvivere. Non devo cambiare niente in questo secondo e accetto dove mi trovo. Accetto il mio lavoro e accetto che ci vuole tempo. Accetto tutto perché se non accetto avrò conflitto interno e non potrò sviluppare la disciplina.
Quindi so che le cose cambiano con azioni ripetute che riscrivono il programma, non con libri letti, non con corsi fatti che mi vendono speranza, ma solo con azioni. All’inizio facevo solo 6-7 piegamenti. Non riuscivo a farne di più. Oggi ne faccio 50-60. So che il mio corpo può farcela, ma non mi interessava inizialmente fare 50 e anche se fossi rimasto a 6-7 andava bene lo stesso. Quello che mi interessava era solo avere la disciplina.
Quello che ho osservato in me è che c’era un loop infinito creato da due emozioni. Prima di tutto in qualche modo non mi sentivo abbastanza, abbastanza bravo, abbastanza pronto, abbastanza capace. Di conseguenza non agivo e il non agire mi faceva sentire ancora di più NON ABBASTANZA. Hai visto? Non hai fatto. Non hai portato a termine. Vedi che non sei abbastanza. E qui iniziava la vergogna e il senso di colpa che mi facevano sentire ancora di più non abbastanza.
E’ UN LOOP DEL CAZZO. Un qualcosa di infinito che deve essere interrotto ma non può essere interrotto parlando e pensando. Questo loop può solo interrompersi AGENDO DIVERSAMENTE. Solo l’azione può interrompere il loop, perché solo quando fai azione puoi sentirti diversamente e insegnare al tuo corpo a sentirsi diversamente. Anche se non ottieni risultati, il tuo corpo sa di aver avuto disciplina. Il corpo ha provato qualcosa di diverso dal “non abbastanza”. Ha provato coraggio. Ha rilasciato qualche altra emozione. Ovviamente questo deve essere fatto finché si abitua a non sentirsi più NON ABBASTANZA. E’ l’unica via. Non esiste un’altra.
ALCUNE CONSIDERAZIONI IMPORTANTISSIME
Tutto questo lavoro non può essere fatto con violenza, ma solo con dolcezza come un padre amorevole che guida il proprio figlio a diventare responsabile. Se tu avessi un figlio e lo vorresti educare con la violenza, non faresti altro che distruggergli il cervello come forse hanno fatto con te spingendolo a fare cose solo per paura, non avendo mai una vera autostima, ma solo paura, paura che non è abbastanza, con un risultato immediato forse, ma non uno a lungo termine.
Devi capire che il rimandare tuo non è una parte negativa di te, ma è un meccanismo di sopravvivenza del passato. Magari come bambino sei stato criticato molto e hai sviluppato questa abitudine di non fare, di rimandare. In realtà oggi sei capace, sei un adulto, ma il cervello che comanda è quello del bambino che ha memorizzato quella emozione. Quindi bisogna ACCOGLIERLA. Accogliere qualunque cosa viene senza giudicarti e ringraziare quella parte di te perché ti ha protetto in passato. Non devi odiarla. Devi integrarla.
“Ti ringrazio e capisco perché vuoi spingermi a rimandare, capisco che vuoi proteggermi. Sei stato il mio guardiano per cosi tanto tempo, ma oggi voglio scegliere diversamente. Oggi voglio fare un passo da una posizione diversa, da una posizione di amore di me stesso, di una persona che vede il proprio valore.” E poi fare quel passo piccolo, ricordandosi che il mio corpo deve abituarsi a provare emozioni diverse che proverà soltanto se farà AZIONE.
Se avessi un figlio che ami alla follia come lo tratteresti per farlo diventare uomo? Lo accoglieresti e lo accetteresti così com’è. Quindi non ti devi giudicare come magari hanno fatto i tuoi con te. Lo accompagneresti a fargli vedere che quella paura non è reale senza forzarlo e così devi fare anche con te, una parte di te deve accompagnare un’altra parte di te… A FARE, perché FARE E’ L’UNICA VERITA’. La felicità, la gioia, la ricchezza e l’amore si trovano solo FACENDO.


